Dopo anni di esperienze pratiche nel settore delle arti performative e dell’insegnamento della recitazione e della danza nel campo della disabilità, “la nostra kermesse culturale – aggiunge Rivabene – ha raggiunto oggi una dimensione significativa di partecipanti, superando le 100 persone. Avvicinare la cittadinanza al mondo della disabilità in modo semplice, giocoso e leggero rimane uno dei motori principali che muove il nostro progetto e ci stimola a trovare ogni modo possibile per essere visti e per far sì che l’entusiasmo dei partecipanticoinvolga chi non conosce il mondo del sociale e magari nemmeno quello del teatro”. Luca sottolinea che non si tratta di “artisti in cerca di gloria, né educatori in cerca di lavoro: siamo persone che hanno voglia di condividere e mostrare qualcosa di nuovo e interessante, che ha un valore sociale enorme”. Il messaggio che si vuole diffondere è quello della persona che incontra la persona, a prescindere dall’etichetta sociale dell’una e dell’altra, la fragilitàche incontra un’altra fragilità, perché il teatro mette a nudo i limiti di tutti, fisici e caratteriali. “Tutto questo avviene durante un laboratorio di teatro integrato – spiega l’organizzatore dell’evento – ma per noi dovrebbe avvenire altrettanto sul palco, dove la persona-pubblico incontra gli attori e ‘ribalta’ il suo punto di vista sulla disabilità”.La Piccola Accademia prende forma all’interno delle attività di tempo libero per persone con disabilità proposte da Cascina Biblioteca in via Casoria 50 a Milano. Il progetto della coop sociale vive e cresce grazie alla passione, al coraggio e alla capacità di lavorare insieme anche ad altre quattro realtà non profit milanese: Anffas Milano, Fondazione Idea Vita, Consorzio SiR, Rotary Club San Donato. All’inizio prevedeva solo l’insegnamento della disciplina teatrale, poi sono state incluse musica, danza e arte. “Io ce la metto tutta a recitare perché sento che è una cosa importante per me”, dice Laura Monzani con disabilità intellettiva e fisica medio-alta e con alle spalle due anni di laboratori di teatro tenuti dalla Piccola Accademia. “Per me recitare è dire delle cose a tutti ed è anche farle bene, meglio di quello che faccio tutti i giorni. Sono stimolata a dare di più rispetto ad altre attività – aggiunge Monzani – perché recitare mi spinge a superare la paura, a farmi sentire e vedere dalle persone, il pubblico”. Laura sottolinea inoltre l’importanza di far parte di un gruppo, perché “stare tuttiinsieme mi aiuta a sentire la carica e sconfiggere la paura del palcoscenico. Tutti gli anni mi porto a casa un ricordo dei momenti vissuti e delle storie che facciamo”.